suvereto

Suvereto



Il paese è uno dei comuni della Val di Cornia, sede di importanti aziende vinicole (qui si produce il D.o.c Val di Cornia Suvereto) e fa parte dell'associazione Città del Vino. Fa parte del circuito dei I borghi più belli d'Italia.

Il toponimo è attestato per la prima volta nel 973 e deriva dal latino suber, "sughero", per cui Suvereto è il "bosco di sugheri".

Monumenti e luoghi d'interesse

La pieve di San Giusto

 

Architetture religiose

Parchi

Nel comune di Suvereto è possibilie visitare il Parco Naturale di Montioni, facente parte del sistema dei Parchi della Val di Cornia, un parco caratterizzato da una ricca fauna, rari esempi di flora tipicamente mediterranea e importanti monumenti di epoca napoleonica recentemente ristrutturati nella piccola frazione di Montioni, quali le terme, cosiddette "della Baciocca" ed un obelisco commemorativo dedicato ad Elisa Bonaparte.


Strade di Suvereto
 
Musei

    Museo di Arte Sacra: Il museo ha sede nella chiesa di San Michele arcangelo, costruita nel 1881 dalla compagnia della Misericordia. La chiesa fu abbandonata poco dopo e fu adibita a sala parrocchiale. Nel 1999, grazie ad un ottimo restauro, fu riportata al vecchio aspetto e fu realizzato l'attuale Museo di Arte Sacra che conserva le opere del patrimonio parrocchiale e artistico locale. Nel museo non sono solo conservati alcuni dipinti (XVII-XVIII sec.), ma anche due statue lignee attribuite a Lorenzo di Pietro detto il Vecchietta, raffiguranti l'angelo annunciante e la Madonna annunciata. Si può inoltre ammirare la quattrocentesca formella marmorea "La Madonna della Fonte degli Angeli" di Andrea Guardi, restaurata nel 1995.

    Museo artistico della bambola - Collezione Maria Micaelli: La collezione, donata da Maria Micaelli, mostra al visitatore l'evoluzione delle tecniche costruttive e il mutamento di stile verificatisi nei secoli nella creazione della bambole. Vi sono esposti esemplari di notevole importanza storica e artistica, e manufatti di diversi artisti contemporanei.
 
 

Una porta cittadina

Tradizione e folklore

Il palio di Suvereto è una manifestazione che si svolge due volte l'anno. Si tratta di una gara fra squadre di “spingitori”, che si disputa per le vie lastricate del centro storico. Le coppie di spingitori mettono la botte da 5 quintali di pancia e la spingono, più uniformemente possibile, sul circuito cercando di superare gli avversari Il primo, il palio di Santa croce, si tiene a maggio in concomitanza delle feste patronali mentre il secondo cade il 14 di agosto ed è chiamato palio dell'Imperatore.

Il palio originariamente si correva a cavallo in occasione dei festeggiamenti del patrono del paese ed ha un'origine antica (negli Statuti della Comunità di Suvereto del 1700 vi si faceva già riferimento come ad una “antica” tradizione). I vecchi suveretani ricordano le corse a cavallo che si disputavano sulla strada allora sterrata che portava dalla periferia del paese (“l’Alberone”) fin davanti alla millenaria pieve di San Giusto. Gli stessi cavalieri andavano a difendere gli onori del palio anche nella vicina Castagneto, come dimostra uno stendardo salvato dal crollo della chiesa del Crocifisso dove era custodito insieme ad altri cimeli. La tradizione fu ripresa negli anni ’70 in occasione della locale Sagra del Cinghiale, gareggiando con gare di tiro con l’arco e dando vita anche al corteo storico locale, classico corollario di queste manifestazioni. Nel 1984 gli Amici di Suvereto, associazione che riportò in vita il palio, vollero riportare il Palio nella sua data canonica (le feste patronali di maggio), unendo al tiro con l’arco anche una gara podistica e, soprattutto, rilanciando la corsa a cavallo di secolare memoria. Nel 1994, per motivi di sicurezza, si optò per un altro tipo di gara, ovvero nel palio delle botti unendo l'antica tradizione del palio fra i terzieri paesani con la tradizione vinicola.

Il secondo palio, ossia il palio dell'imperatore che si disputa il 14 agosto venne aggiunto in seguito in onore di Arrigo VII di Lussemburgo imperatore del sacro romano Impero che morì improvvisamente a Buonconvento (Siena) durante una campagna militare per rimettere in riga le signorie italiche. Le sue spoglie sostarono nel castello ghibellino di Suvereto dal 1313 al 1315, prima di essere traslate nel mausoleo dedicatogli nel duomo di Pisa. Secondo la tradizione lo stesso Dante Alighieri - grande sostenitore dell’ «imperatore della speranza» cui dedicò versi nella Divina Commedia («l’Alto Arrigo») - venne a Suvereto nella millenaria chiesa romanica di S. Giusto a rendere omaggio alla salma dell'Imperatore.

Il paese di Suvereto è diviso in terzieri, Castello, San Francesco e Borgo. Castello (nero e giallo) è la parte destra del paese più vicina alla rocca aldobrandesca, San Francesco (rosso e blu) invece si trova sulla parte sinistra e prende il nome dall'omonimo ex-convento di cui rimangono la chiesa e il chiostro. Borgo (verde e giallo) invece è la parte più esterna del paese. A questi terzieri canonici si aggiungono le frazioni, Forni e ferriere (rosso-giallo), Prata (rosso bianca), Belvedere e San Lorenzo.

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